Non dare mai nulla per scontato
Quando lavori nelle case vacanze, impari molto presto una cosa: non dare mai nulla per scontato.
Mai, nemmeno le cose più semplici. Tu prepari una casa pensando che tutto sia perfettamente normale. Letti fatti, asciugamani puliti, cucina in ordine, stoviglie al loro posto.
Poi arrivano gli ospiti, ed è lì che scopri che ciò che per te è assolutamente evidente, per qualcun altro può trasformarsi in un problema di dimensioni internazionali.
Lavorare nelle case vacanze significa entrare, anche solo per qualche giorno, nelle abitudini delle persone.
E vi assicuro che le persone sono meravigliosamente imprevedibili.
C’è chi arriva e in pochi minuti riesce a trasformare un appartamento appena sistemato in qualcosa che assomiglia vagamente al luogo di un esperimento sociale, c’è chi telefona perché non trova qualcosa che ha esattamente davanti agli occhi; chi utilizza oggetti della casa in modi che probabilmente nemmeno il loro inventore aveva previsto, e poi ci sono le richieste ma quelle sono un capitolo a parte.
Una volta, per esempio, mi sono trovata davanti a una ragazza che sembrava avere un problema davvero importante: doveva sbucciare delle patate, fin qui, niente di strano, il problema era che nella casa non c’era il pelapatate. Ora, io appartengo probabilmente a una generazione antica e misteriosa nella quale, in situazioni simili, si prendeva un coltello e si cercava di sopravvivere. Ma evidentemente non tutti possiedono questa capacità.
La mancanza del pelapatate era diventata improvvisamente una piccola emergenza domestica. Ed è proprio in momenti come questi che devi ricordarti di essere professionale.
Non puoi ridere, almeno non davanti all’ospite, puoi farlo dopo; molto dopo.
Magari mentre stai raccontando la storia a qualcuno e ti rendi conto che, in effetti, certe situazioni sembrano inventate. Il problema è che non lo sono. Ed è forse questa la cosa più divertente del lavorare a contatto con tante persone diverse. Ogni ospite porta con sé una piccola parte del proprio mondo.
Le proprie abitudini, le proprie stranezze, le proprie convinzioni su come dovrebbe funzionare una casa; e quando se ne va, a volte lascia qualcosa in più di una recensione.
Lascia una storia che a volte alcune sono divertenti, altre sono assurde. Qualcuna ti fa perdere la pazienza. Qualcuna ti fa domandare seriamente se quello che hai appena visto sia accaduto davvero. E qualcuna, inevitabilmente, finisce in un libro.
Quando ho iniziato a raccogliere queste esperienze, non pensavo necessariamente di trasformarle in qualcosa da pubblicare, erano episodi che raccontavo, piccole scene quotidiane. Quelle storie che inizi dicendo. “Non puoi immaginare cosa è successo oggi…”
Poi mi sono accorta che, messe una accanto all’altra, raccontavano qualcosa di più. Non soltanto il mondo delle case vacanze, raccontavano le persone, il modo in cui ci comportiamo quando siamo lontani da casa.
Le nostre abitudini, le nostre piccole manie, il nostro rapporto con gli altri. E naturalmente raccontavano anche quello che succede dall’altra parte della porta: a chi deve entrare dopo la partenza degli ospiti e scoprire cosa è rimasto.
A volte poco, a volte moltissimo, a volte decisamente troppo. Forse è proprio per questo che questo libro è nato con un tono ironico. Perché in certi lavori hai soltanto due possibilità: arrabbiarti continuamente oppure imparare, almeno qualche volta, a riderci sopra.
Io ho scelto la seconda, e ancora oggi, ripensando ad alcuni episodi, mi viene da sorridere. Anche se al momento, probabilmente, non ridevo affatto. Chi lavora nelle case vacanze sa esattamente di cosa sto parlando. E chi non ci ha mai lavorato, forse non immagina nemmeno quante storie possano nascondersi dietro una porta chiusa, una valigia aperta e una cucina appena lasciata dagli ospiti.
Ed è proprio questo il mondo che ho voluto raccontare nel mio libro. Non per lamentarmi. Non per giudicare. Ma perché alcune situazioni sono semplicemente troppo incredibili per non essere raccontate. E adesso sono curiosa. Se avete mai soggiornato in una casa vacanze, qual è stata la richiesta più strana che avete fatto al proprietario?
Oppure, se lavorate nel settore: qual è stata la situazione che ancora oggi raccontate agli amici dicendo… “Questa non la crederai mai.”
“Se vuoi conoscere altre storie realmente accadute nel mondo delle case vacanze, qui trovi il libro.”
